Dare Sardinia, un viaggio chiamato Amore.

Dare Sardinia, un viaggio chiamato Amore.

Questa settimana, parliamo con Roberto del suo progetto: DARE SARDINIA, escursioni, trekking e scoperta degli angoli più suggestivi della nostra terra.

Parlaci un po' della tua attività, come nasce e da chi è stata creata?
Dare Sardinia nasce dall’amore viscerale per la mia Terra e dalla voglia di
mostrarla nelle sue sfaccettature più nascoste e selvagge.
“Dare” in inglese significa “Osa” ma si sposa perfettamente anche con il suo
significato italiano: Noi ti “offriamo” la nostra Terra...tu visitala, osando oltre i
classici circuiti del turismo di massa.
Dopo anni di esperienze professionali all’estero, in luoghi dove il turismo è l’attivitàeconomica principale (Firenze,Irlanda, Australia tra le principali), ho sentitol’esigenza di riavvicinarmi alla mia terra natia e di trasformare la mia passione,quella per l’escursionismo ed il turismo attivo, in lavoro.
Ho quindi conseguito la qualifica di Guida Ambientale Escursionistica nel 2018 edinsieme ad altri colleghi di diverse zone della Sardegna abbiamo dato vita al
progetto “DARE SARDINIA”.
L’obbiettivo è quello di diventare una “Destination Management Company” di
riferimento per la nostra Isola, ovvero quello di essere un’azienda che si occupa
del viaggio in Sardegna in tutte le sue parti! Dall’Arrivo alla Partenza, aiutando il
viaggiatore a trovare gli alloggi più caratteristici, a mangiare il cibo tradizionale
e,soprattutto, a compiere le esperienze più autentiche alla scoperta della vera
Sardegna che non è solamente turismo balneare ma molto, molto di più!

Qual'è il tuo mercato di riferimento ?
Quest’anno, a causa della “crisi pandemica”, abbiamo operato tanto con il turismo locale ed abbiamo constatato che molti Sardi non conoscevano alcune zone iconiche dell’Isola.
È bello essere, in un certo senso, dei buoni profeti in patria, perché nel progetto
più ampio di far conoscere la Sardegna e la cultura Sarda all’estero, è
fondamentale che ci sia una crescita culturale proprio nella popolazione locale!
Il “blocco” del mercato “incoming” è stata una bella mazzata per tutti gli operatorituristici, noi abbiamo cercato di farne un opportunità ma, chiaramente,non vediamo l’ora di poter riprendere a promuovere la nostra attività nei mercati esteri, prettamente nei mercati nord-europei e nord-americani.

Se oggi qualcuno ti dicesse di lasciare il tuo lavoro per passare a un posto fisso, cosa gli risponderesti?
Sinceramente, nonostante gli innegabili vantaggi di un “posto fisso” , dopo 15 annida lavoratore “dipendente” al momento preferisco credere nel progetto e farne, piùche un lavoro, una missione di vita.

Qual'è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto è quello di poter vivere nel luogo più bello del mondo efare il lavoro più bello del mondo così da non dover lavorare mai un giorno...non ci sono lontano.

Quali sono i maggiori ostacoli che incontri?
Purtroppo devo scontrarmi con la boriosità della burocrazia italiana che, come un piombo, pesa sullo sviluppo dell’attività.
Per decenni, una società capitalista e votata alla produzione industriale, ha spintola popolazione verso le grandi città riducendo i servizi alle piccole comunità ed inducendo i giovani a “scappare” verso altri lidi!
Io stesso sono stato uno di “quei giovani”. Oggi, con una famiglia ed un figlio di 4anni, posso assolutamente asserire che è necessario tornare ad una vita più
lenta, più sana, dove si possa godere appieno della vera essenza dell’essere che non è certo fare profitto e vivere “assembrati”, esattamente come questa
“pandemia” ha mostrato, ma riconnettersi con la natura circondandosi degli affettipiù cari, riscoprendo i sapori genuini di un tempo ed imparare, nuovamente, arespirare e camminare lentamente!

Cosa ti senti di consigliare ai giovani?
“Parlate della Sardegna come parlereste dell’Amore più grande della vostra vita.
Non abbiate vergogna e siate orgogliosi di raccontare le vostre origini e le vostre tradizioni, viaggiate e confrontatevi con altre culture in modo da poter apprezzare meglio la Vostra ed esserne fieri ambasciatori.”

Ringraziamo Roberto per il suo graditissimo contributo, ricordandovi che DARE SARDINIA è MERCE RARA, vi rimandiamo al loro sito e ai loro canali social:

daresardinia.com

FACEBOOK daresardinia

INSTAGRAM dare_sardinia

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